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Rassegna Stampa
Indirizzo Portoghese
 

Patrizia Laquidara, storie di saudade

Mario Venuti e Patrizia Laquidara duettano con grazia d'altri tempi in Per causa d'amore, singolo che dalla radio arriva dritto al cuore degli ascoltatori. Un successo che premia Patrizia, 31 anni, apparsa in punta di piedi nel 2003 nella categoria Giovani di Sanremo, che da quest'anno non esiste più. La sua Lividi e fiori vinse il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Alex Baroni per la migliore interpretazione. A Recanati altri tre riconoscimenti per un'altra canzone, Agisce, scritta con Bungaro. Galeotto fu Sanremo nell'incontro fra la cantante e Mario Venuti, affascinato dall'interpretazione di Cu cu rru cu cù e dall'amore di Patrizia per la musica brasiliana. Una "quarta tribalista", come qualcuno l'ha definita, accostando le canzoni del suo album Indirizzo portoghese (Virgin/Emi) a quelle raffinate e affascinanti del trio composto da Marisa Monte, Arnaldo Antunes e Carlinhos Brown.

In 'Per causa d'amore' canta con Mario Venuti, coautore e produttore della canzone. Da Catania al Nordest?
Sono nata a Catania, vi ho vissuto solo quattro anni, poi sono partita e sono cresciuta a Vicenza, ma ho molti ricordi della mia infanzia. Ho sofferto molto la mia partenza dalla Sicilia e sapevo che un giorno sarei tornata. Caso o destino: Tony Canto, il coautore delle mie canzoni, è di Messina, la città di mio padre, poi ho conosciuto Mario Venuti e altri musicisti di Catania che mi hanno rilanciato un filo dalla Sicilia.

'Indirizzo portoghese' è il suo primo album (a parte la partecipazione al CD 'Para voce querido Cae', un omaggio a Caetano Veloso). Ce ne può raccontare la storia?
E' un disco sofferto. A Sanremo ci siamo ritrovati con un album non ancora pronto, nel quale ci sono diverse collaborazioni artistiche (tra queste Marco Siniscalco, Michele Rabbia e Javier Girotto degli Aires Tango, Fausto Mesolella degli Avion Travel, Rita Marcotulli, Mirco Maistro. Tutti guidati da Pasquale Minieri, che ha lavorato, tra gli altri, con Claudio Baglioni, Vinicio Capossela e Avion Travel, ndi). Per cui ci siamo spostati a Roma, nel Veneto e in Sicilia. Abbiamo dovuto anche eliminare qualche canzone, per problemi di spazio, come Ederlezy, forse di origine rom, molto popolare nei paesi balcanici. A me era piaciuto inserirla nel mio mondo, il Nordest, molto industriale: c'erano dei rumori registrati dentro una fabbrica, mescolati alla mia voce che gridava Ederlezy.

Riflessioni in parole e musica sulle migrazioni e sulle metamorfosi del Nordest?
Riflessioni che si sono concretizzate in Veneto Transformer, conferenza spettacolo del professor Emilio Franzina, docente universitario, uno dei maggiori storici dei flussi umani in Europa, nel quale inseriamo canzoni di emigrazione con il mio gruppo Hotel Rif, con cui ho un repertorio di musica balcanica, gallega, klezmer, portoghese. Con la mia amica pianista Deborah Petrina propongo un altro spettacolo, 'Storie di Storie', con personaggi e canzoni popolari veneti. Ci hanno richiesto queste canzoni venete a Cuba, nei mesi di marzo e aprile! Non è strano e bello?

Saudade vuol dire Catania o Nordest?
Per me saudade è nostalgia del Brasile, qui in Italia mi sento, come si dice in Veneto, "pellegrina", un po' randagia.

Caetano Veloso?
L'ho ascoltato per anni. E' umanamente splendido e come Gilberto Gil è impegnato per il suo paese.
Cosa pensa del Festival di Sanremo nuova edizione?
All'inizio ero un po' titubante. Adesso però mi piace che non ci siano nomi così tanto conosciuti, mi sembra che si rivaluti soprattutto la canzone. A me Sanremo ha portato cose buone, ma non mi sono mai piaciute le competizioni, la concorrenza spietata, amo la solidarietà e la collaborazione musicale fra gli artisti, come in Brasile.


Intervista di Francesca Graneri

(da KwMusica)



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