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Rassegna Stampa
Indirizzo Portoghese
 

PATRIZIA LAQUIDARA CHIUDE ALLA GRANDE LA RASSEGNA "JAZZ AL FILARMONICO

Le note calde e soffuse del sax tenore di Beppe Castellani, accompagnato dal chitarrista Giorgio Signoretti, hanno aperto il concerto tenutosi ieri sera al Filarmonico a conclusione della rassegna di musica jazz. E subito, attraverso la melodia di “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco, è riaffiorata alla memoria l’immagine del cantante morto suicida nel 1967 dopo l’eliminazione al Festival di Sanremo. Al suo commosso ricordo, infatti, e alla sua singolare vena compositiva è stata dedicata la prima parte della serata che in un’atmosfera minimale, con due soli strumenti e scarna scenografia, ha ripercorso alcuni brani tratti dal suo canzoniere riarrangiati in chiave jazz. Se degno di lode è sembrato il progetto che peraltro l’anno scorso ha dato vita al cd “Tenco in sax un giorno dopo l’altro” inciso per Azzurra music, non altrettanto è parsa la sua realizzazione “live” che, soprattutto nei momenti solistici in cui i due musicisti si alternavano a conclusione del tema di ogni brano, è sembrata prolissa e carente del supporto armonico adeguato.
Più fluida e accattivante è stata l’esecuzione dopo l’ingresso della sezione ritmica affidata alla batteria di Riccardo Biancoli e al contrabbasso di Luca Pisani insieme ai quali hanno eseguito “standards” di celebri cantautori della musica italiana come “Innamorati a Milano” di Memo Remigi, ”Senza fine” di Gino Paoli, ”Love in Portofino” di Fred Buscaglione.
La serata, poi, ha cambiato volto quando sul palco è salita fresca, agile, Patrizia Laquidara, che come ospite ha scandito così la terza e ultima parte del concerto. Esordendo con un brano ”a cappella” in lingua spagnola, ha da subito messo in evidenza le straordinarie doti della sua voce capace di passare dai toni più morbidi e soffusi alle più acute e stridenti altezze grazie ad una tecnica che padroneggia con grande disinvoltura ed eleganza.
Del resto, aveva già manifestato le sue qualità al Festival di Sanremo 2003 dove aveva vinto, con “Lividi e fiori”, il premio della critica Mia Martini e il premio Alex Baroni per la categoria giovani.
Oltre a canzoni di cui è lei stessa autrice tratte dal cd “Indirizzo portoghese” uscito sempre nel 2003 per la Virgin music, tra cui si sono distinte “Per causa d’amore” scritta in collaborazione con Mario Venuti e “Agisce” con cui ha vinto il premio “città di Recanati” per la miglior musica e interpretazione, Patrizia s’è divertita, come lei stessa ha detto al pubblico, ad interpretare alcune delle pietre miliari della musica italiana come “Non pensare a me” di Claudio Villa, ”Cuccurrucucù Paloma” di Battiato e “Vedrai vedrai” di Tenco.
Sebbene non sia propriamente una cantante jazz, il suo virtuosismo unito a spiccate doti interpretative e ad una gestualità che faceva anche del semplice volteggiare dei piedi nudi un efficace mezzo espressivo, ha catalizzato da subito l’attenzione degli spettatori alternando momenti di delicata malinconia ad altri dalle sfumature più inquiete sempre sullo sfondo della bossa nova brasiliana su cui scivolava mirabilmente la sua voce.
E proprio con la canzone di Tenco con cui s’era aperto il concerto ha voluto chiudere la sua esibizione, facendo terminare il lungo tributo al cantautorato italiano e a quest’interprete in particolare in perfetta circolarità.

Matteo Paoletto

(Articolo del 10/05/2005 - Livepoint.it)



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