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Rassegna Stampa
 

Patrizia Laquidara mangia libri, petali, biscotti e latte

di Caterina Campanini - 16 maggio 2007

Patrizia Laquidara mangia libri, petali, biscotti e latte. E nel frattempo torna con il suo secondo lavoro. Ancora più internazionale nelle eclettiche collaborazioni musicali di quanto era stata nella sua opera prima, ovvero Indirizzo Portoghese (2003). Ci aveva abitutati bene Patrizia; a melodie raffinate e collaborazioni illustri (splendido il duetto con Mario Venuti, Per causa d’amore).
Ora, con la produzione americana di Arto Lindsay, raddoppia, cantando con classe superiore e mettendo quasi sempre mano anche alla composizione delle musiche.
La voce scivola vellutata, seducente, morbida come solo le più raffinate interpreti sanno renderla; e la sua musica da camera, genere nel quale sembra diventato di moda cimentarsi (vedi Carla Bruni), diventa qualcosa di più, conducendo per mano l’ascoltatore negli intricati meandri dell’intimità di una trentenne di oggi. Musica da giornata di pioggia, da pomeriggio malinconico accoccolati sul divano ma anche da rari istanti di intima felicità.
Alla disperata ricerca di un equilibrio che non si fa trovare, l’acrobata Patrizia sa coniugare sonorità di matrice pop con influenze che rendono meticcio il pregevole prodotto finale; splendida e tenera Noite Luar (cantata in portoghese e già colonna sonora di Manuale d’amore di Veronesi), dal ritmo latin-funk sono trascinanti Ziza e anche Personaggio (mirabile traduzione della stessa Laquidara e di Luca Gemma di un brano di Arto Lindsay), mentre Addosso rivela echi nordeuropei, dalle atmosfere quasi chillout.
«E si incendia il cielo dentro agli occhi/ Brilla la mia stella già.» Con queste parole si apre Se qualcuno, vera perla dell’album: e noi non possiamo che essere pienamente d’accordo.


(da PillBox)



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