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Rassegna Stampa
 

Indirizzo newyorchese

di Luca Barachetti

Se quattro anni orsono, dopo averne ascoltato l’esordio “Indirizzo portoghese”, avessimo dovuto scegliere il produttore del nuovo lavoro di Patrizia Laquidara, molto probabilmente avremmo optato per Arto Lindsay. E difatti è proprio l’ex Lounge Lizards a produrre questo “Funambola”, secondo tentativo – dopo il primo, quasi del tutto riuscito – da parte dell’autrice-interprete vicentina di rinverdire le frequentatissime coordinate che legano la tradizione cantautorale italiana a quella brasiliana.
Rispetto al suo predecessore, “Funambola” è un disco meno diretto, ma vitale e tirato a lucido in pieno stile Lindsay. L’originalità di scrittura e interpretazione della Laquidara trovano un ambiente sonoro moderno e raffinato, dove a dominare tra accenti tribalisti (Ziza), sfumature jazz e pop-song dalla rara dolcezza ed eleganza (L’equilibrio è un miracolo), ed echi di bossa (meno presenti che in passato), è un’atmosfera del tutto newyorchese (lì il disco è stato appunto registrato), che racchiude quasi tutti i brani in strutture stilose e designeristiche (Le cose), senza però far perdere loro un briciolo del calore originario.
Le architetture ritmiche sono accentuate e a volte sottilmente complesse, pianoforte e chitarre completano delicatamente gli spazi, gli archi li scontornano aggiungendo ogni tanto all’eleganza generale una sensuale o dolorosa alterità. A raggiungere il bonus poi ci pensa la voce della Laquidara, qui indolente ed eccentrica (Pioggia senza zucchero), là diafana e ipnotizzata nella stessa ipnosi dei suoni (l’atmosfera da schnitzleriano “Doppio sogno” di Senza pelle, con testo di Giulio Casale), ma sempre e comunque all’altezza delle situazione, anche quando come per Addosso urge un tocco di teatralità erotizzante.
Non è un caso, a questo proposito, che tra le firme dei brani ci siano alcuni dei più importanti e più o meno nuovi autori di casa nostra (Kaballà, Joe Barbieri e Pacifico, che mette la sua inconfondibile impronta sul pop soffuso di Chiaro e gelido mattino); così come non è un caso che la miglior sintesi delle specificità di “Funambola” sia una canzone scritta proprio da Lindsay (che la inserì in “Salt”, anno duemilaquattro) e tradotta in italiano da Patrizia Laquidara e Luca Gemma. E’ Personaggio, brano di fronte alla cui carica percussiva è difficile stare fermi e, almeno a livello simbolico, ideale punto d’incontro di tutte le influenze di un personaggio curioso e davvero contaminante qual è Patrizia Laquidara.


(da Musicboom)



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