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Rassegna Stampa
 

da ROLLING STONE n. 46 agosto 2007

(di Ermanno La Bianca)

- Un disco leggero e bellissimo, sospeso come chi e’ alla ricerca di qualcosa. Postmodernsmo e un po’ di calore, prodotto (non a caso) da Arto Lindsay-

Quando gli artisti si mettono a nudo davanti all’obiettivo succede sempre qualcosa.

Jackson Browne si affido’ agli scatti di Bruce Weber per scrivere la fine (I’m Alive) della dolorosa storia con Daryl Hannah. Jonh e Yoko lasciarono i vestiti nell’altra stanza per la copertina di Two Virgins, il primo passo a due. Spalle nude per Roger Daltrey senza gli Who, nudo Jim Morrison per il meglio dei Doors. Con meno fragore e un disco per lei importante , chiede ora attenzione, nuda e soave, anche Patrizia Laquidara, accovacciata mima la leggerezza di chi cerca stabilta’ sfidando la precarieta’ di una corda tesa. Funambola deliziosa e intrigante , fa l’equilibrista tra le difficolta’ della canzone d’autore italiana meno esposta , quella che vive tra rischi e stupende scommesse. E allora azzarda un disco bellissimo che “lascia la vita sospesa negli angoli” tra dolcezza e poesia che pare di sentire Paoli che scrive per Elisa (l’equilibrio e’ un miracolo), maestri di ieri e di oggi.

Lo fa con una lingua propria, figlia delle sue giovani incertezze e di una stabilita’ da veterana.

Dove andrà da qui chi lo sa. Ma se, come dice lei, “la semplicita’ e’ una filosofia”, allora seguiamola a naso in su in questo suo progredire a colpi di buone letture, postmodernismo (produce Arto Lindsay) e calore sudamericano. 

(da ROLLING STONE)



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