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Rassegna Stampa
 

da ROCKIT online ottobre 2007

(di Faustiko)

Patrizia Laquidara forse non ha ancora conquistato lo spazio che merita, pur essendo ormai una presenza costante nel panorama dalla musica italiana. E l'amara riflessione ci sembra più che legittima, avendo di fronte una delle cantautrici più talentuose che il Belpaese esprime di questi tempi.
Tanto che un musicista del calibro di Arto Lindsay si è seduto dietro il banco regia, assieme a Patrick Dillett, per curare la produzione di questo "Funambola", a tutti gli effetti la seconda prova nella carriera di quest'artista e ideale seguito del bellissimo "Indirizzo portoghese", l'album precedente che ha sancito - forse anche grazie alla partecipazione in quel di Sanremo - il cosiddetto salto verso quella meritata notorietà.
Nello specifico di queste 12 tracce (oltre alla sorpresa posta in fondo al disco) non neghiamo che il livello delle aspettative fosse decisamente alto, sia per quanto dimostrato finora che per i crediti di cui quest'album vanta. E, diciamolo subito, l'ascolto di "Funambola" non delude, ma probabilmente le intriseche aspettative in esso riposte ci fanno a tratti storcere il muso. Ad esempio poco convincenti risultano episodi come "Nuove confusioni" o "Chiaro e gelido mattino", il cui evolversi ci sembra didascalico, sia che si tratti di liriche che di musica in sé. Piacciono invece brani come "Ziza", "Pioggia senza zucchero", "Le cose" e - ovviamente - "Personaggio", dove la mano del produttore (sud)americano si fa ascoltare con molto piacere, donando inedite sfumature (rispetto agli standard della cantante) sotto il profilo della ritmica.
"Oppure no", invece, potrebbe rappresentare quel legame con il passato di "Indirizzo portoghese", mentre meritano una menzione speciale sia "Se qualcuno" e "Addosso", che a suo modo stranamente ricordano, per struttura e sonorità, alcune cose dei Radiohead, e la splendida ballata "Senza pelle", sospesa tra sogno e realtà il cui testo è a firma di Giulio Casale, stavolta in forma smagliante grazie anche all'interpretazione magistrale della protagonista.
"L'equilibrio è un miracolo" è un'altra interessante ballata, che però avrebbe potuto guadagnare la nostra totale approvazione se il team produttivo avesse giocato qualche carta in più oltre alla solita, già rodata, bravura della vocalist.
In definitiva, come ogni opera di cui scriviamo, piacciono tutti quegli episodi in cui la voglia di sperimentare e rischiare prevale sugli arrangiamenti classici e più tradizionali; e "Funambola" ci sembra possa rappresentare un apprezzabile compromesso. Per cui ci auguriamo si continui su questa strada per il futuro

 

(da ROCKIT online)



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