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Rassegna Stampa
Indirizzo Portoghese
 

Il delizioso "diario" di Patrizia Laquidara vince la prova dal vivo

Lunedì 17 Maggio 2004
di Antonio Stefani
Malo. Anche trasferito sulla scena Indirizzo portoghese , il fragrante diario musicale di Patrizia Laquidara, costituisce uno specchio senza infingimenti di quel che lei è e rappresenta in questo cruciale momento del suo cammino artistico. Da un lato, la cantante che si è fatta le ossa percorrendo con umiltà e tenacia i territori di un folk senza frontiere, curiosa di misurarsi davvero "on the road" con i repertori etnici più disparati e oggi in grado di sostenere il confronto con una Cucurrucucù paloma eseguita a cappella, in perfetta solitudine, facendo leva sul proprio sentimento e sul mirabile strumento della propria voce.
Dall'altro, ecco la raffinata compositrice e l'interprete di un bouquet di brani di velluto ma venati da screziature inquiete, percorsi da lancinanti confessioni intime come pure accesi da lievi sfumature ironiche, spesso appoggiati alle amate morbidezze e alle dolci malinconie della bossa nova brasiliana.
Qualità, doni di natura e severa disciplina che bastano e avanzano per chiudere ora in bacheca tutti i trofei e gli apprezzamenti sin qui meritatamente ricevuti (Recanati, Sanremo, la critica, le radio, il pubblico) e affrontare il mare aperto - indubbiamente affascinante quanto insidioso - di una carriera maggiore che nessuno sa dove la porterà, nemmeno lei.
Intanto questo Indirizzo portoghese c'è da farlo conoscere per quel che vale, e come avvio di una navigazione scandita dalle future tappe concertistiche - speriamo tante, e sempre più riuscite - Patrizia Laquidara non poteva chiedere niente di meglio della serata di sabato scorso nella sua Malo, accolta da un Teatro Aurora al colmo della capienza e da un affetto che, si sa, non sempre scatta quando si prova a essere profeti in patria.
Accompagnata da un sestetto di giovani strumentisti capeggiato da due fedeli e preziosi collaboratori, il fisarmonicista Mirco Maistro e il chitarrista Tony Canto, a piedi nudi sul palco la fresca ragazza ha squadernato i capitoli dell'album in un crescendo che il gruppo ha progressivamente assecondato togliendosi via via di dosso timidezze e acerbità inevitabili in ogni debutto, costruendole attorno l'ambiente necessario ad alternare carezze e piccoli graffi, atmosfere rarefatte e momenti di robusto impatto.
Aperta da Kanzi , la scaletta ha inanellato Essenzialmente , Le rose , Agisce , Dentro qui , Per causa d'amore , Sciroppo di mirtilli , Lividi e fiori (in una incantevole versione acustica), Mielato , Indirizzo portoghese e Caotico , ovvero l'intera gamma di quegli episodi strettamente personali ai quali Patrizia Laquidara presta la sua originale scrittura intrisa di tenera sensualità e una piena adesione espressiva, oltre a una tecnica sempre impeccabile.
Però non sono mancate nemmeno sorprese come un omaggio al magistero di Caetano Veloso e uno, pensate un po', addirittura a Claudio Villa, con una Non pensare a me trasfigurata in tutta la sua italianissima bellezza melodica.
Dopo il trionfo in casa, adesso dunque l'eterea Patrizia va in tournée. Verrebbe da augurarsi che la sua strada una volta s'incrociasse (come in parte è già accaduto in studio di registrazione) con quella degli Avion Travel, spiriti assai affini: questa voce sposata ai magici distillati sonori della Piccola Orchestra casertana regalerebbe un connubio da urlo.

(dal Giornale di Vicenza)  



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